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Psicopatologia e sessualità di Antonio Imbasciati
Psicopatologia da disturbi sessuali, o disturbi sessuali da psicopatologia?
E’ da tempo nozione comune che molte psicopatologie sono accompagnate da disturbi della sessualità. Un po’ meno noto, ma ugualmente riconosciuto è l’evento inverso: pazienti che ci si presentano per disturbi della sessualità hanno spesso una psicopatologia, messa in secondo piano, o perché non grave, o perché dall’interessato scotomizzata. Ad un occhio clinico attento, gran parte dei disturbi sessuali (tutti, se l’occhio oltre che attento è esperto) si accompagnano a qualcosa di più generalmente psicopatologico, che interessa quel soggetto. Siamo qui nel continuum tra normalità e patologia, ma siamo anche in un continuum che interessa la sessualità. Quale è la sessualità normale? E che cosa è il disturbo sessuale?
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| Postato da francescoimpagliazzo il 24 agosto 2010 @ 17:43:40 (12 letture) |
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La comunicazione telematica è oggi un fenomeno di elevato interesse per quel che riguarda lo studio e la clinica della vita adolescenziale (e non soltanto).
Luongo (1998) definisce la collettività mediatica, che permette relazioni tra individui via internet, "massa mediatica". Non si può infatti prescindere dalla considerazione gruppale del fenomeno descritto, a causa delle implicazioni sociali manifeste e latenti, e degli effetti che la massa mediatica provoca sull'individualità e sulla collettività.
L'argomento è di particolare rilievo soprattutto per l'età adolescenziale, periodo lungo il quale il soggetto stabilisce la propria identità definendola sui modelli genitoriali, elaborando l'Edipo negativo (P.Blos), e, soprattutto, periodo lungo il quale il gruppo dei pari acquisisce un'importanza che mai come in questa fase di sviluppo avrà.
Per questi motivi il noto social network, Facebook, e in generale le piattaforme di condivisione e di comunicazione virtuali rivestono i principali argomenti di quest'articolo.
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| Postato da francescoimpagliazzo il 14 agosto 2010 @ 16:55:34 (19 letture) |
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I tentativi di suicidio in adolescenza |
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I tentativi di suicidio in adolescenza costituiscono uno dei più complessi e delicati ambiti di intervento nella clinica psicologica e psichiatrica.
L’adolescenza è il periodo di vita che più di ogni altro mostra l’importanza del corpo, dell’azione, dell’impulsività, della pulsionalità riemergente, del lutto delle immagini parentali e del Sé infantile.
Per la frequente impulsività che è alla base della sua realizzazione, il TS pone il fondamentale problema della messa in atto, del passaggio all’atto; in ragione dell’attacco diretto al corpo illustra la completa rimessa in discussione del rapporto che l’adolescente ha con il proprio corpo; in ragione del desiderio di distruggere le immagini interne, rappresenta una messa in scena caricaturale del “lavoro di lutto” che quello stesso adolescente deve compiere. In ragione del contesto depressivo che abitualmente lo circonda, il TS pone il problema della depressione in quanto vissuto esistenziale tipico dell’adolescenza.
Infine il TS deve essere inteso come una forma di comunicazione, un gesto estremo di mantenere o ristabilire una relazione con gli altri, spesso bistrattata fino a quel momento.
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| Postato da francescoimpagliazzo il 05 agosto 2010 @ 12:18:38 (20 letture) |
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Generalità
Si definisce obesità un eccesso di peso che supera del 20% il peso ideale per l'altezza.
Nel nostro Paese i dati sono preoccupanti: 4 milioni di persone adulte sono obese e circa 16 milioni sono in sovrappeso; circa 50 mila decessi l’anno sono da attribuire al problema dell’obesità, che negli ultimi anni è aumentata significativamente in tutto il nostro Paese.
Nella maggioranza dei casi l'obesità non compare in adolescenza, ma fa seguito a una obesità già manifestatasi nell'infanzia. In cio l'obesità si distingue dall'anoressia mentale.
Tuttavia l'adolescenza rappresenta una tappa importante: il bambino era fino a quel momento dipendente dai suoi genitori, subenso solo la loro pressione, per lo più poco motivato lui stesso a seguire una dieta. L'adolescente, al contratio, può sentirsi personalmente interessato e persino in qualche caso domandare lui stesso la consultazione. La pressione del gruppo di coetanei, della moda, unita alle trasformazioni puberali, possono insieme concorrere a che l'adolscente partecipi attivamente alle consultazioni e alle misure terapeutiche proposte.
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| Postato da francescoimpagliazzo il 24 luglio 2010 @ 16:49:03 (41 letture) |
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Cibo, Adolescenza e Anoressia Mentale - Un articolo di Daniela Marenco |
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L'ANORESSIA MENTALE NELL'ADOLESCENZA
15 novembre 2000
Fin dalle origini della ricerca clinica, l’anoressia mentale si è imposta per la sua individualità ed originalità. Non si tratta di un semplice sintomo, ma di una sindrome i cui elementi oggettivi (la condotta di restrizione alimentare, l’iperattività, la sindrome neuroendocrina) sono gli elementi manifesti di una profonda modificazione del funzionamento mentale e della personalità nel suo insieme.
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| Postato da francescoimpagliazzo il 23 luglio 2010 @ 19:21:39 (41 letture) |
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