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Negare con i ragazzi gli effetti piacevoli delle sostanze psicoattive, così come allearsi al loro modo di "bonificare" la realtà della droga non produce conoscenza, mentre il fatto di mettere in evidenza il prezzo da pagare per raggiungere questo tipo di piacere, a livello fisico, psicologico e sociale, può servire ad avviare una analisi più obiettiva sul funzionamento della droga e del "piacere chimico".
Nel lavoro di prevenzione con i ragazzi è preferibile quindi facilitarli nella comprensione di questo fenomeno, illustrandolo attraverso comportamenti di consumo direttamente osservabili nella loro quotidianità, come ad esempio quello del fumo di sigaretta: c'è chi si limita a provarlo, chi invece diventa un fumatore più o meno accanito, chi riesce a smettere e chi no. Tutti coloro che hanno contratto l'abitudine del fumo hanno comunque potuto sperimentare e descrivere la difficoltà che si prova a mantenere la decisione di non fumare più.
Disintossicarsi è possibile ma da soli è piuttosto difficile. Per tutti i motivi descritti sopra, abbandonare l'uso di una droga richiede almeno un supporto psicologico, unitamente ad una forte motivazione. Spesso poi è necessario anche un supporto farmacologico, uno o più farmaci che aiutino a superare le sensazioni spiacevoli, psicologiche e fisiche, connesse con la dipendenza. I servizi che si interessano della cura delle tossicodipendenze e dell’alcolismo sono i Ser.T (Servizi per le Tossicodipendenze) i quali sono coordinati assieme alle associazioni di volontariato, dal responsabile dell’Area di Coordinamento per la prevenzione delle tossicodipendenze. Per la disintossicazione, se si eccettua il metadone, non esiste una medicina miracolosa capace di annullare il desiderio della droga, tuttavia diverse sostanze sono ancora in sperimentazione.
Esiste un approccio classico alla disintossicazione che prevede:
1. l'uso di dosi controllate della stessa droga. di cui il paziente abusa, con una via di somministrazione che ne riduca la tossicità (la cocaina è poco assorbita dal tratto gastroenterico) in modo da ridurre progressivamente l'abitudine e la dipendenze,
2. l'impiego del metadone nella disassuefazione da eroina o morfina
Il metadone è un derivato di sintesi della morfina, si può somministrare per via orale: si evita così il rischio d'infezioni connesso alla pratica dell'iniezione endovenosa, la sua durata d'azione (24-36 ore) è maggiore di quella dell'eroina ed il suo costo è decisamente contenuto. Il tossicodipendente trattato con metadone non precipita nella crisi d'astinenza e può recuperare un'esistenza normale, ma necessita di un supporto psicologico per vincere il desiderio della droga che permane quasi inalterato. Purtroppo questa terapia non è esente da ricadute, può durare alcuni anni, e il paziente può continuare a drogarsi perché il metadone non annulla gli effetti dell'eroina.
Il SERT, Servizio Tossicodipendenze dell’A.S.L., svolge attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione della tossicodipendenza. La prevenzione viene effettuata attraverso interventi di informazione e sensibilizzazione rivolta alla popolazione, in particolare quella nella fascia di età adolescenziale, di primo sostegno e di orientamento all’utente ed alle famiglie. Il Ser.T. offre sostegno psicologico, sociale e sanitario, provvedendo all’elaborazione di un programma terapeutico individualizzato, elaborato sulla base della situazione e della motivazione del soggetto tossicodipendente.
Postato il 19 ottobre 2004 @ 17:14:03 di asat |