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La comunicazione telematica è oggi un fenomeno di elevato interesse per quel che riguarda lo studio e la clinica della vita adolescenziale (e non soltanto).
Luongo (1998) definisce la collettività mediatica, che permette relazioni tra individui via internet, "massa mediatica". Non si può infatti prescindere dalla considerazione gruppale del fenomeno descritto, a causa delle implicazioni sociali manifeste e latenti, e degli effetti che la massa mediatica provoca sull'individualità e sulla collettività.
L'argomento è di particolare rilievo soprattutto per l'età adolescenziale, periodo lungo il quale il soggetto stabilisce la propria identità definendola sui modelli genitoriali, elaborando l'Edipo negativo (P.Blos), e, soprattutto, periodo lungo il quale il gruppo dei pari acquisisce un'importanza che mai come in questa fase di sviluppo avrà.
Per questi motivi il noto social network, Facebook, e in generale le piattaforme di condivisione e di comunicazione virtuali rivestono i principali argomenti di quest'articolo.
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| Postato da francescoimpagliazzo il 14 agosto 2010 @ 16:55:34 (20 letture) |
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I tentativi di suicidio in adolescenza |
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I tentativi di suicidio in adolescenza costituiscono uno dei più complessi e delicati ambiti di intervento nella clinica psicologica e psichiatrica.
L’adolescenza è il periodo di vita che più di ogni altro mostra l’importanza del corpo, dell’azione, dell’impulsività, della pulsionalità riemergente, del lutto delle immagini parentali e del Sé infantile.
Per la frequente impulsività che è alla base della sua realizzazione, il TS pone il fondamentale problema della messa in atto, del passaggio all’atto; in ragione dell’attacco diretto al corpo illustra la completa rimessa in discussione del rapporto che l’adolescente ha con il proprio corpo; in ragione del desiderio di distruggere le immagini interne, rappresenta una messa in scena caricaturale del “lavoro di lutto” che quello stesso adolescente deve compiere. In ragione del contesto depressivo che abitualmente lo circonda, il TS pone il problema della depressione in quanto vissuto esistenziale tipico dell’adolescenza.
Infine il TS deve essere inteso come una forma di comunicazione, un gesto estremo di mantenere o ristabilire una relazione con gli altri, spesso bistrattata fino a quel momento.
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| Postato da francescoimpagliazzo il 05 agosto 2010 @ 12:18:38 (21 letture) |
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Generalità
Si definisce obesità un eccesso di peso che supera del 20% il peso ideale per l'altezza.
Nel nostro Paese i dati sono preoccupanti: 4 milioni di persone adulte sono obese e circa 16 milioni sono in sovrappeso; circa 50 mila decessi l’anno sono da attribuire al problema dell’obesità, che negli ultimi anni è aumentata significativamente in tutto il nostro Paese.
Nella maggioranza dei casi l'obesità non compare in adolescenza, ma fa seguito a una obesità già manifestatasi nell'infanzia. In cio l'obesità si distingue dall'anoressia mentale.
Tuttavia l'adolescenza rappresenta una tappa importante: il bambino era fino a quel momento dipendente dai suoi genitori, subenso solo la loro pressione, per lo più poco motivato lui stesso a seguire una dieta. L'adolescente, al contratio, può sentirsi personalmente interessato e persino in qualche caso domandare lui stesso la consultazione. La pressione del gruppo di coetanei, della moda, unita alle trasformazioni puberali, possono insieme concorrere a che l'adolscente partecipi attivamente alle consultazioni e alle misure terapeutiche proposte.
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| Postato da francescoimpagliazzo il 24 luglio 2010 @ 16:49:03 (41 letture) |
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Educazione alla sessualità e promozione del profilattico
Si può promuovere una sessualità più cosciente ed “informata” educando l'uomo nella sua interezza (corporeità, affettività, intelligenza e volontà) attraverso un’educazione alla sessualità iniziata fin dai primi anni di scuola. L’educazione sessuale potrebbe aiutare gli adolescenti a vivere la “prima volta” senza paure e timori, con maggiore consapevolezza e responsabilità, informarli in modo valido sulle malattie sessualmente trasmissibili e sulla contraccezione per prevenire gravidanze indesiderate e malattie.
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| Postato da asat il 25 ottobre 2005 @ 10:35:33 (127 letture) |
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Internet è uno straordinario e innovativo mezzo di comunicazione e, come qualsiasi altra tecnologia, comporta aspetti positivi e negativi, e richiede precauzioni per il suo uso. Infatti, se da un lato offre numerosi vantaggi in grado di migliorare ed arricchire la nostra vita quali nuove possibilità di lavoro e di amicizia, facile accesso a qualsiasi tipo di informazione, nuovi modi per esprimersi,…dall’altro è potenzialmente molto pericoloso e se non utilizzato in modo corretto rischia di alienarci progressivamente dalla quotidianità e dalla realtà concreta.
Dagli inizi degli anni ‘90 ad oggi l’incidenza di condotte online psicopatologiche sono in netto aumento e prendono il nome di: dipendenza, depressione, trance dissociative fino a fenomeni di psicosi acuta da abuso. Di fatto, si è affermata l'evidenza di veri e propri "disturbi indotti da abuso di Internet".
L'espressione Internet Addiction Disorder (IAD) è stata introdotta nel 1995 dal dottor Ivan Goldberg. Da allora si è scritto molto a tale proposito, ma non si è ancora giunti ad una definizione univoca del fenomeno. In inglese, ad esempio, esistono due termini per definire la dipendenza: “dependance”, per riferirsi ad una dipendenza da sostanza chimica e “addiction”, quando tale condizione non è presente. In italiano si usa, invece, solo il termine dipendenza, ma per definire tale fenomeno sono state utilizzate anche altre espressioni: uso distorto, abuso, trance dissociativa.
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| Postato da asat il 16 novembre 2004 @ 17:56:11 (1000 letture) |
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